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di Matteo Balbo
con Matteo Balbo e Aurora Candelli
età consigliata classi quinte della Scuola Primaria e classi prime della Scuola Secondaria di Primo Grado
tecnica silent play
durata 50 min. circa
n. partecipanti massimo 35 alla volta

Un progetto de La Piccionaia che, grazie ad un sistema wireless di radioguide sintonizzate sulla medesima frequenza, consente agli alunni di vivere un’esperienza immersiva e interattiva, adeguata alla loro età, sperimentando in prima persona gli stereotipi di genere.

Quando parliamo di “questioni di donne” parliamo di “questioni di genere”, ossia tutte quelle dinamiche connesse alla cultura di appartenenza e alla società di provenienza costituenti il substrato valoriale e civico che regolamenta le relazioni e le modalità di interazione sociale. Nello specifico, l’area di intervento che appare come centrale e dalla quale poi si dipanano diverse modalità di azione è quella degli stereotipi di genere, cioè tutte quelle rappresentazioni utilizzate dai gruppi e di conseguenza dalle singole persone che mirano a semplificare la realtà. Alla domanda “da dove cominciare” per smontare questi stereotipi, da diversi anni appare chiaro come sia importante operare a livello trasversale e sistemico, avviando percorsi di promozione della conoscenza del sé e approfondimento del benessere comunitario a partire dai bambini per poi proseguire anno dopo anno con preadolescenti, adolescenti, giovani, adulti. In questo senso, il progetto del Silent Play si inserisce nella progettazione più ampia e sistemica di Passo a Due, coinvolgendo le fasce dei fanciulli nell’elaborazione e restituzione di un sentire vicino alla loro età. In particolare, basandoci su esperienze simili create in passato, ci si è accorti quanto sia forte la volontà e necessità da parte di bambini e bambine, ragazze e ragazzi di esprimersi e condividere le scelte e le preferenze, ed il bisogno di poterlo fare relazionandosi tramite strumenti innovativi e inusuali. Tra gli aspetti principali lungo cui si svilupperà il discorso, quello legato alle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) avrà un ruolo importante, perché su di esse pesa un pregiudizio connesso all’immaginario che le vede esclusiva dei maschi, mentre nel futuro sempre più persone potranno/dovranno accedere a queste conoscenze, quindi a questi saperi e di conseguenza: posizioni lavorative e realizzazione personale.

Il primo step del percorso specifico prevede l’incontro, da parte degli attori/educatori de “La Piccionaia” con diversi nuclei (classi o gruppi eterogenei) in incontri dedicati durante i quali, attraverso esercizi e giochi di teatro e stimolazione di riflessioni, far emergere elementi legati al “sentire” dei giovani protagonisti in merito agli stereotipi che osservano o vivono quotidianamente, utilizzando linguaggi e metodologie adatte al target di età (10-11 anni, classe 5° della scuola primaria e 1° della scuola secondaria di primo grado).

Il secondo step prevede l’elaborazione drammaturgica del materiale raccolto durante gli incontri di bambini/ragazzi da parte dell’équipe de “La Piccionaia”, con la realizzazione di una performance interattiva e dinamica tramite la tecnica Silent Play, che propone e incentiva la condivisione di un’esperienza collettiva e al contempo consente a ciascun spettatore/attore l’immersività più personale e intima al cuore dei temi e nelle azioni proposte.

Il terzo ed ultimo step vede la presentazione e il gioco della performance con gruppi/classi, allo scopo di stimolare ulteriori riflessioni e fornire le basi per considerazioni più approfondite sugli argomenti presentati.

Il Silent Play, attraverso una serie di azioni e richieste (sempre in forma ludica e non giudicante) presenterà ai protagonisti un labirinto di scelte e proposte entro il quale, singolarmente o in gruppo, si troveranno a percorrere un sentiero che li accompagnerà lungo un processo di scoperta del sé. Si

tratterà dunque di un’opportunità anche per gli insegnanti di osservazione delle scelte e delle dinamiche associative (o meno) all’interno dei gruppi; osservazioni che possono dare luogo a ulteriori riflessioni e fornire spunti per l’elaborazione a posteriori.